Pensieri sul cibo che non si spengono, lo specchio, i vestiti, una fatica che non sai nemmeno come chiamare.
“In fondo mangio, la mia vita funziona, c’è chi sta peggio.” Così rimandi, e resti sola con tutto questo.
Un figlio, un partner, un’amica — e vorresti capire cosa sta attraversando e come stargli vicino.
I disturbi alimentari non hanno un solo volto. Si può soffrire molto anche quando, all’esterno, non si vede quasi niente — e le forme più sfumate contano esattamente quanto le altre.
Se “impegnarti di più” non è bastato, non è perché sei debole. È perché il problema, quasi mai, è davvero il cibo.
Il problema, quasi mai, è davvero il cibo. È il fumo, non il fuoco. E finché proviamo a spegnere il fumo, il fuoco resta acceso.— dal Capitolo 3, Non è (davvero) questione di cibo
Mi occupo di disturbi del comportamento alimentare ogni giorno, con un’attenzione particolare alle forme atipiche — quelle che spesso non vengono riconosciute, nemmeno da chi le vive.
Mi sono formato in Neuropsicologia Clinica, lavoro online, e collaboro con dietisti e nutrizionisti esperti in DCA.
Ho scritto questo ebook, e fondato MenteAlimentare, per una ragione semplice: far sentire a chi soffre, fin dalle prime pagine, che c’è qualcuno che capisce davvero cosa sta attraversando.